01 Leggi la nota

Quella che segue è una nota tra quelle che inserisco nella mia pagina di Facebook.

Ipovisione, cecità e fruibilità dei contenuti sul Web - StilisticaMente.biz

02 Ipovisione, cecità e fruibilità dei contenuti sul Web

Prima di creare un sito bisogna sempre chiedersi quale sarà il suo target di utenza, inoltre, anche se l'utenza non sarà prettamente quella specifica per l'argomento trattato, comunque dovremmo chiederci come viene visto dai nostri utenti.

Quando parliamo di target dobbiamo necessariamente pensare al tipo di tecnologia con cui gli utenti faranno visita al sito, non tutti utilizzano i normali programmi che tutti noi conosciamo: il browser, cioè navigatore.

Non a caso parlando di programmi per il Web il consorzio che si occupa di gestire varie tematiche ad esso legate, li chiama User Agent, perché tanti e ognuno specifico per il compito che deve svolgere.

In parole più semplici, un browser è uno dei tanti User Agent presenti come applicazioni per navigare il Web.

Quante sono le persone che navigano su internet

Si calcola che mediamente siano 513 i milioni di persone collegate ad internet (fonte RAI).

Una grande parte di navigatori del Web è ipovedente o non vede affatto, si calcola che il numero totale delle persone ipovedenti o cieche che accedono al Web è di circa il 10% del totale dei navigatori, ovvero circa 51 milioni di persone a livello mondiale un numero straordinariamente grande.

A questo numero si deve poi aggiungere anche un'altra categoria di utenti, ovvero quelli che pur vedendo benissimo hanno altre patologie che li obbliga ad usare dispositivi assistivi speciali per poter navigare, parlo ad esempio di chi non ha l'uso delle braccia o che comunque ha una patologia motoria che impedisce di muovere un mouse o usare una tastiera.

Tutte queste persone e sono milioni accedono comunque alla rete e sono anche i navigatori più critici, che hanno un assoluto bisogno di assistenza per leggere un quotidiano oppure per fare la spesa, tutte persone cioè che avrebbero un immediato e immenso giovamento da un accesso facilitato alla rete.

Accesso alla rete per chi ha particolari patologie

Anni fa si faceva un gran parlare di Accessibilità e Usabilità, che fine hanno fatto? Parliamone!

Accessibilità

Il termine stesso tende a far comprendere di cosa si parla, ovvero di facilitare l'accesso alla rete ma anche ad un semplice sito, accesso semplificato anche a chi non ha un collegamento veloce mediante l'utilizzo di un sito specifico per bassa velocità di trasmissione, o per User Agent particolari come PDA (cosiddetti Palmari), telefonini o Netbook che hanno schermi e risoluzioni diverse da quelle a cui siamo abituati.

L'accessibilità quindi è un bene di cui tenere sempre conto, ne abbiamo bisogno tutti non solo le persone con particolari patologie che impediscono l'uso normale di un PC.

Usabilità

Anche questo termine dovrebbe rendere l'idea di un semplice concetto, un sito dovrebbe essere usabile da chi lo guarda.

Sembra semplice ma non è così, a volte dobbiamo girare molto in un sito anche solo per trovare il menù di navigazione per non dire di quando cerchiamo un prodotto e non lo troviamo.

Io fatico ogni volta per trovare il link alla pagina per ricaricare la scheda del mio telefonino, il gestore di telefonia della mia compagnia ha un sito assurdamente pieno di pubblicità di prodotti che non comprerò mai e mette sempre in basso a sinistra il link per le ricariche telefoniche.

Sono errori da non commettere se vendiamo qualcosa, facciamolo trovare facilmente, venderemo di più.

E l'ipovisione? E i ciechi?

Calma. Il paragrafo precedente serviva a far notare che siamo tutti un po' ciechi, anche se la colpa non è della nostra vista.

Oggi l'accessibilità è vista come un valore e non come un accessorio, la rete sta diventando sempre più commerciale e chi vende ha bisogno che la sua clientela acceda ai prodotti venduti, quindi i siti diventano più accessibili per necessità, non tutti purtroppo ma la maggior parte.

Per chi invece non vede il problema dell'accesso rimane, i più usano degli screen reader ovvero dei programmi che leggono e dettano tutto ciò che c'è sullo schermo, nella migliore delle ipotesi però non possono leggere un'immagine.

Il linguaggio con cui si fanno i siti ci viene incontro per questo ma non sempre basta, alcune immagini non veicolano un'informazione ma sono solo parte del layout della pagina, importante sì ma non per chi non lo vede. E' il caso delle ombre sotto le immagini per esempio.

La tecnologia degli screen reader permette alle volte di far capire ad essi quando l'immagine è importante ai fini del contenuto e quando no sfruttando l'attributo ALT all'interno dell'elemento IMG dell'HTML.

ALT sta per ALTernative e si riferisce ad un testo alternativo che si legge quando l'immagine non appare, per lentezza del collegamento, perché cancellata o perché il link ad essa è errato, ma è anche un utile aiuto per descrivere cosa c'è in quell'immagine.

Se l'immagine si riferisce ad un prodotto in vendita è utile descrivere in ALT almeno una sintesi del prodotto, lo screen reader lo legge e chi ascolta si fa almeno un'idea di cosa si tratta.

E' solo uno dei problemi che si incontrano quando si parla di accessibilità e tecnologie assistive, ad esempio se l'immagine non veicola informazione può essere importante mettere un attributo ALT vuoto per far comprendere allo screen reader che quell'immagine non è pertinente per il contenuto del sito.

Purtroppo la tecnologia dei sistemi assistivi alla navigazione non si incontra con il linguaggio di programmazione dei siti.

Semanticamente non dovrebbe essere possibile lasciare un attributo ALT vuoto o non metterne affatto, ma anche ascoltare una lunga sequenza di "angolo destro superiore" - "riga orizzontale" - "angolo sinistro inferiore" eccetera, per ogni singola immagine all'interno della pagina è inutile e introduce un'incredibile rumore di fondo.

Assistenza alla navigazione e semantica non vanno d'accordo, la colpa è di noi sviluppatori, ovvero di chi al W3C non è riuscito a mettere d'accordo tutti su un linguaggio in grado di separare il contenuto da ciò che lo contiene.

Fogli di stile a cascata

Questi dovevano essere l'uovo di Colombo, e in parte ci sono riusciti, per lo meno il 99% del layout di una pagina è demandato ad essi, con le opportune differenze di implementazione tra browser di questa o quella ditta, ovvero, un sito sviluppato per Firefox si vedrà in modo diverso su Internet Explorer, è un esempio macroscopico ma reale. E' la guerra dei browser signori.

Ma non solo, non tutto ciò che non è informazione si può veicolare con i fogli di stile, per esempio i link di un menù. L'elemento Ancora ha il suo attributo TITLE che ha una funzione specifica simile a quella dell'attributo ALT delle immagini.

Ma capita lo stesso problema che si ha con le immagini, non tutto è facilmente veicolabile come informazione, per esempio dovendo mettere un menù nel sito cosa inseriremmo negli attributi TITLE delle ancore che formano il menù?

Home! Bravi, quindi Home e nel TITLE ripetiamo Home? Sai che bello sentire la voce sintetica uscire dalle casse e dire "Home!" e poi ancora "Home!".

Alcuni screen reader sono settati o è possibile settarli per leggere solo ciò che c'è negli attributi TITLE e non nel testo delle ancore e viceversa.

Sembra stupido ma non è così pensateci, a parte il caso di HOME, immaginate di avere un altro link con scritto CARTOLERIA, facile, una è l'homepage del sito e l'altra la pagina dedicata agli articoli di cartoleria; ma se io cerco dei calendari che solitamente vengono venduti in una libreria non lo saprò mai se li troverò in quella pagina.

E' importante che un menù non sia troppo lungo, se vendiamo mille articoli non vorrete trovarvi di fronte ad un menù fatto da mille ancore, vorrete dividerli per categorie per facilitare la ricerca.

Quindi nel TITLE scriveremmo qualcosa come: "Quaderni, Agende e Calendari", uno screen reader probabilmente leggerà quei tre vocaboli veicolando l'informazione che lì troveremo ciò che cerchiamo.

Tutto ciò non è veicolabile dai fogli di stile anche perché è informazione, ma ancora una volta la semantica del linguaggio non ci ha aiutati.

Realizzare un sito accessibile non è cosa banale, ma è un valore aggiunto, per come la vedo io è qualcosa di necessario dal momento in cui si devono raggiungere anche persone che hanno problemi in una navigazione col PC di casa, che sia un social network o il sito del panettiere non conta, dobbiamo farci trovare.

SM.biz

sitografia:

torna su